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IL RAZZO NELLA TOMBA EGIZIA

In questo articolo mi preme parlare di un (poco) famoso reperto divulgato da Zecharia Sitchin in uno dei suoi libri, ‘Le astronavi del Sina’. Non intendo trattare nell’ articolo il reperto in se, per la descrizione del quale rimando al libro dell’ autore russo, ma soltanto la sua autenticità. Questo perché su internet girano alcuni video che denunciano quelle che pensano essere le ‘bugie di Sitchin’, e in uno di questi video si parla di tale reperto.

In particolare mi riferisco in questio mio articolo a questo video:

Il video presenta il reperto così come proposto da Sitchin nel suo libro, evidenziando che si tratta di un disegno fatto a mano e che quindi potrebbe essere stato ‘fabbricato’ da Sitchin stesso:

Il disegno mostra quello che sembra un ‘razzo’ suddiviso in 2 parti: il modulo di comando sotto il livello del terreno, con 2 astronauti all’ interno, e il modulo spaziale sopra il livello del terreno, di forma conica, molto somigliante a quelli effettivamente usati negli anni ‘60 e ’70 nelle missioni spaziali.

Sotto il livello del terreno, ai lati del modulo, vediamo quelle che sembrano pelli di leopardo, e delle strutture rettangolari composte da ‘celle sferiche’. Al di sopra del suolo, ai lati del modulo, stanno delle figure in adorazione e degli animali.

Il video avanza, come detto, l’ ipotesi che questo disegno sia un falso, sostenendo che non è riscontrabile in nessuno dei dipinti presenti sui muri della tomba di Hui, governatore del Sinai, luogo ove secondo Sitchin questa raffigurazione sarebbe stata ritrovata. Per sostenere questa affermazione il video mostra alcuni degli splendidi dipinti della tomba di Hui. Ci si chiede, nel video, come mai Sitchin abbia fornito solo un disegno e non una foto visto che i dipinti di questa tomba sono estremamente ben conservati, come mostrato nel video stesso, per esempio in questo fotogramma:

Successivamente lo speaker sostiene che gli elementi riscontrabili nel disegno di Sitchin, in particolare le pelli di leopardo e le ‘celle sferiche’ sono stati presi da un altro dipinto completamente diverso. Insomma Sitchin avrebbe creato un disegno ‘spaziale’ utilizzando, nella sua falsificazione, elementi di altri dipinti realmente esistenti.

Nelle immagini qui sotto vediamo il dipinto da cui lo speaker sostiene essere presi i vari elementi:

Nel video vengono evidenziate con dei cerchi rosa i 2 elementi principali, le pelli di leopardo e le ‘sfere’:

E per rendersi conto ancora meglio della frode il video compara i due reperti per farne notare le differenze:

Insomma secondo il video è dimostrato che Sitchin abbia interamente e volutamente fabbricato questo reperto per avvalorare le sue teorie.

Lo speaker, prima di questa analisi, afferma che ‘se effettivamente un reperto simile a quello mostrato da Sitchin esistesse e si trovasse nella tomba di un governatore egizio, sarebbe una cosa eccezionale’.

Ebbene il reperto esiste davvero. Non si tratta di un dipinto, ma di una placca dorata, effettivamente presente dentro la tomba di Hui, della quale abbiamo un riscontro, almeno parziale, fornitoci più di 80 anni prima della pubblicazione del libro di Sitchin.

Si tratta infatti del volume 4 del libro: “Hystory of egypt, chaldaea, syria, babylonia and assyria” pubblicato da Gaston Maspero alla fine del XIX secolo, e disponibile online nel sito del Progetto Guthemberg, un sito che mette online antichi manoscritti non più coperti da copyright:

Il reperto è visibile nella terza parte del quarto volume (ogni singolo volume è liberamente scaricabile dal sito) in un disegno fatto dallo stesso Maspero:

Come possiamo vedere viene rappresentata interamente solo la parte superiore, che è perfettamente identica a quella proposta da Sitchin. Della zona inferiore, sotto il livello del terreno, è visibile solo una piccolissima porzione, che però supporta in pieno il disegno di Sitchin. Sono perfettamente visibili infatti le parti superiori delle due strutture a ‘celle sferiche’, ed anche le pelli di leopardo. Se ne conclude dunque che a sbagliare è il video, e che il disegno di Sitchin non è fabbricato ma perfettamente corrispondente a una rappresentazione fornita da un rinomato ‘padre’ della ricerca archeologica.

 

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