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I TERMINI 'BARA' E 'MERAHHEFET'


Leggo su internet di un dibattito su due termini ebraici, precisamente BARA' e MERAHHEFET, utilizzati nei primi due versi della Genesi biblica, dibattito che ha a che fare con il significato di queste due parole. Il biblista Danilo Valla analizza le traduzioni e interpretazioni del traduttore biblico Mauro Biglino, criticandone le conclusioni.

Personalmente credo che tra due studiosi di questo calibro il confronto dovrebbe essere basato sul materiale documentale e non sull' interpretazione personale, dunque avendo letto i commenti del prof. Valla (che ho sempre ritenuto abbastanza autorevole in materia di lingua ebraica) sono andato a fare le ricerche per conto mio.


Prima di trarre le mie conclusioni però preferisco portare al lettore le due posizioni contrastanti dei due autori a riguardo dei termini in oggetto.

Per farlo incollo qui il 'testa a testa' così come riportato in un articolo del blog di Gianluca Marletta:


Biglino: “Barà” in Genesi 1:1 è composto da due parti: una preposizione “B-“ che indica l’atteggiamento con cui si fa qualcosa e significa “con gioia con soddisfazione” e “Ra” che significa “vedere”.

Valla: La radice Barà nell’AT c’è 49 volte (7×7) sempre col significato di creare qualcosa dal nulla e sempre con soggetto Dio. Il significato della preposizione B- da lui proposto non esiste, è una sua invenzione.



Nulla posso dire personalmente in questo caso sulle radici ebraiche e sul loro significato, ma mi preme trattare questo termine per un motivo specifico: il termine Bara é uno dei cavalli di battaglia dei biblisti per stabilire che “Dio creò dal nulla”. Generalmente questo termine ricorre molto nelle argomentazioni della diatriba 'Creazionismo contro Evoluzione', o meglio, 'Dio contro Big Bang'.

La 'creazione' di cui si parla in Genesi 1 non mi é mai sembrata credibile come 'creazione dal nulla', a causa del fatto che i primi due versetti dicono “Nel principio Dio creò il cielo e la terra, e la terra era vuota, e l' oscurità copriva gli abissi”. Mi sono sempre chiesto: E' credibile che un dio, creando dal nulla, crei una terra vuota?

Bene, girovagando tra siti di analisi linguistica sono arrivato ai trattati dell' Ancient Hebrew Research Center, ove é disponibile un articolo di Jeff Barner proprio sul termine Bara. Leggiamo cosa riporta:



In Genesis 1:1 it does not say that God "created" the heavens and the earth, instead he "fattened" them or "filled" them. Notice that the remaining chapter is about this "filling" of the heavens with sun, moon, birds and and the "filling" of the earth with animals, plants and man.



In sostanza il 'Bara' del verso 1 non significa 'creare' ma 'riempire'. In effetti, come fa osservare l' articolo, i versi seguenti raccontano di come Dio RIEMPIE il cielo e la terra (e le acque) di forme di vita. Come si arriva a questo 'riempire'?

Secondo il AHRC il termine Bara significa letteralmente 'irrobustire – ingrassare – rendere più sostanzioso'; l' autore dell' articolo, in uno dei video di analisi presenti nel sito, sostiene che la lingua ebraica nasce scritta sotto forma di segni con significati concreti, e non astratti. Le astrazioni sono state poi assegnate col passare del tempo (un po' ciò che successe millenni prima con il sumero).

Ne deduciamo dunque che Bara non indica assolutamente una 'creazione dal nulla'.



Veniamo al secondo termine.



Biglino: “Merahhèfet” (Genesi 1:2) significa “aleggiava, planava”.

Valla: In realtà “merahhèfet” (intensivo con significato causativo) indica la produzione di forti vibrazioni o onde ad altissima frequenza. Che infatti sono all’origine della succesiva immediata produzione della luce. Tutto infatti era “senza forma e invisibile” (v.2) quindi si trattava di energia e per mezzo della luce l’energia diventa massa. Come Einstein confermerà in tempi recenti.



Su questo termine ho consultato il sito Interlineary Bible, ove per ogni singolo termine é presente l' analisi attraverso i riferimenti del famoso dizionario Strong.

Da questo dizionario viene fuori quanto segue: Merahefet significa 'si muoveva', e deriva dalla radice Rachaph che ha i seguenti significati:



- rilassarsi

- essere leggero

- aleggiare

- sorvolare

Non solo, nella pagina di Interlineary Bible al significato dello Strong viene aggiunto specificatamente questo commento:



"Genesis 1:2 - hovering over face of waters"



Cioè viene tradotto, proprio nel contesto discusso dai due studiosi, come “aleggiare sulla superficie delle acque”. Nessuna produzione di radiazioni o vibrazioni dunque, con buona pace di Valla.



Brevemente la mia conclusione:

non posso entrare nel discorso del significato originale del termine Bara, ma devo segnalare che la spiegazione di Valla riguardante una 'creazione dal nulla' non trova fondamento.

Riguardo a Merahefet, Valla é smentito dai dizionari di ebraico. Mi chiedo a questo punto su quale materiale egli abbia studiato la lingua (o letto il significato che riporta), poiché il maggior dizionario di ebraico biblico riporta esattamente il significato fornito da Biglino (che tra l' altro é quello che si legge in ogni comunissima traduzione della Bibbia).



Qui di seguito i riferimenti:



IL DIO DELLA BIBBIA (NON) ERA UN ALIENO

BARA' SECONDO L' ANCIENT HEBREW RESEARCH CENTER

VIDEO SU BARA'

MERAHHEFET

RACHAPH



 

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