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PELE - DEA HAWAIANA DEI VULCANI

L’ elemento fuoco nelle varie mitologie é spesso stato assocciato alla funzione punitiva e distruttiva degli dei o della natura. Fin dai primi esempi di divinità del fuoco testimoniate dai babilonesi, Erra (Nergal) e Girra (Gibil), passando per il greco Hephaistos romanizzato in Vulcan, del quale si diceva che risiedesse nelle fondamenta dell’ Etna, e ancora per l’ azteco Mexitl , e finendo con la hawaiana Pele, dea del fuoco e dei vulcani, tutte queste divinità erano temute e rispettate.

Se divinità come Nergal/Erra rappresentavano il ‘fuoco degli dei’ con il quale l’ alto pantheon sumerobabilonese colpiva i popoli irrispettosi, gli ingiusti sovrani, o in alcuni casi (come in quello di Marduk e Nabu) addirittura dei, altre divinità come Pele o Vulcan rappresentavano il ‘furore della terra’ che si manifestava con eruzioni, esplosioni vulcaniche, colate di magma incandescente e devastante, visione tipica del mondo della natura che iniziò a nascere dal II millennio a.C. per ‘colpa’ degli Ittiti, primo popolo a diffondere un culto in cui gli dei erano manifestazioni delle leggi naturali e cosmiche.

I romani addirittura avevano l’ abitudine di costruire un tempietto sulle pendici dei vulcani, per mantenere benevolo il loro dio Vulcan, e al suo culto era dedicato il 23 Agosto, giorno in cui iniziava il festival noto come Vulcanilia.

 

Le mitologie delle divinità del fuoco sono spesso affascinanti, mostrano personaggi ricchi di passione, spesso iracondi, ma altamente ispiratori per l’ umanità, e quasi sempre garanzia di correttezza e giustizia. Non giustizia ‘benevola’ forse, ma giustizia ‘corretta’. Questo aspetto é mitigato nelle mitologie riguardanti le divinità femminili legate al fuoco e ai vulcani.

Particolarmente affascinante é la storia della divinità hawaiana Pele.

Rappresentata spesso come una bellissima ragazza dai capelli nerissimi e vestita di nero o rosso, Pele non é una divinità autoctona delle Hawaii. Secondo la tradizione la sua origine é tahitiana. Pele sarebbe figlia di Haumea, dea della fertilità, e di Kane Hoalani, una divinità legata spesso all’ acqua e all’ aria (difatti i miti raccontano che Kane Hoalai avesse un minuscola barca che poteva stare nella mano di un bambino, ma che se posta in acqua diventava la più grande barca mai esistita). Come loro figlia, unione degli elementi terra, aria e acqua, Pele é la ‘dea del fuoco e dei vulcani’. La leggenda hawaiana racconta che a causa del suo temperamento Pele fu esiliata dal padre, il quale le donò solo una canoa, e la mise per mare perchè si cercasse una nuova terra e abbandonasse per sempre Tahiti. Pele infatti, dagli stessi hawaiani, é descritta come una divinità spesso iraconda, gelosa, orgogliosa, imprevedibile e capace di grande violenza, seppur, quando non adirata, capace anche di molto amore verso il proprio popolo. Pele visitò tantissime isole e terre, cercando un posto in cui scavarsi una casa. Ma nessuna delle terre che toccò le andava bene, dunque lasciava che i buchi scavati si riempisserò d’ acqua marina e ripartiva.

Finalmente Pele arrivò alle Hawaii, dove trovò il monte Kilauea, e vi scavò la sua nuova casa. Felice di aver messo fine al proprio vagabondaggio, decise di creare il popolo hawaiano.

 

Gli hawaiani utilizano questa leggenda per spiegare la presenza dei crateri vulcanici presenti nelle loro isole (un fenomeno che ha veramente dello sconcertante vista l’ altissima densità di crateri vulcanici sia sulla terraferma sia sul fondale marino circostante), ed é uno dei vari esempi di testimonianza di civiltà che hanno adottato divinità non autoctone.

Qui sotto due splendidi quadri raffiguranti Pele:

 

 

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