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UN ERRORE DI WICCAN E CRISTIANI

Quando mesi fa ho iniziato a studiare la relazione tra la religione cristiana, il satanismo, e la wicca, mi sono imbattuto in un forum wiccan nel quale una sedicente strega(sic!) ribatteva animatamente ai vaneggiamenti di un cristiano cattolico parecchio bigotto. Assistere al dibattito, lungo 4 pagine, é stato davvero esilarante perchè ognuno dei due ha datto sfogio della propria ignoranza non solo nei riguardi della religione dell’ altro, ma anche riguardo alla propria.

All’ argomentazione assurda del cattolico che asseriva che “le streghe volavano per il potere di Satana ed entravano nei sogni dei malcapitati vittime di incantesimi”, la strega wiccan ribatteva sostenendo che in realtà le feste stregonesche, i cosiddetti Shabat, erano solo delle cerimonie propiziatorie dedicati ‘alla Dea’ e alle forze della natura, cerimonie che siccome sottraevano attenzione alla religione cattolica, erano dai rappresentanti di questa molto mal viste.

Secondo la wiccan i partecipanti dunque venivano chiamati ‘stregoni’ con accezione negativa, ma in origine il termine strega, come anche la FIGURA della strega, rappresentava semplicemente una ‘sperimentatrice’ (questo l’ esatto termine usato dalla wiccan) delle forze della natura. E siccome la natura é benevola e regolamentata dalla “legge dell’ amore”(?) tutto ciò che tributava la natura non poteva essere malvagio.

A parte le opinioni personali, la risposta della ‘strega’ é errata per un motivo fondamentale. Lei sta descrivendo la ‘strega’ per come lei stessa reputa che la strega debba essere definita.

Il termine greco Strygòs, da cui deriva il termine Strega, non aveva nessuna accezione benigna o maligna.

Il termine stesso WICCA deriva dal danese WICE che identificava le ‘maliarde’ e le ‘fattucchiere’ della tribù, una sorta di versione femminile del ‘medicine man’ nativoamericano o dello ‘sciamano’ animista. Sono innumerevoli i racconti nativoamericani (per esempio dei Lakota e dei Chicksaw) che attribuiscono ai loro medicine-men azioni non proprio benigne.

Nella discussione però la wiccan ha commesso un errore madornale, dettato dall’ ignoranza totale in materia sia linguistica che religiosa. Ovviamente lo stesso errore é stato commesso anche dal bigotto cattolico col solo fatto di aver risposto alla affermazione della wiccan. La strega infatti sprezzava la Chiesa Cattolica per l’ Inquisizione, e a un certo punto riportò una delle formule inquisitorie, un passo della Bibbia, il versetto Esodo 22;18:

“Non sopporterai (tollererai) che una Strega rimanga in vita”

Questa era effettivamente la formula con la quale la Strega veniva condannata a morte durante i processi inquisitori.

Alla risposta del cattolico secondo il quale non era vero che così tante persone fossero state uccise dutante l’ Inquisizione, la wiccan ribatteva sempre con quel versetto.

Lei sosteneva che appunto questa formula fosse viziata dal significato che i cattolici davano alla figura della strega.

Ciò é vero, ma solo in parte.

Per capire il discorso bisogna andare a vedere il versetto originale nella versione ebraica:

M'khashephah lo tichayyah


che significa:

 "non permetterai (o sopporterai) che una M'khashephah viva"


M'khashephah é il femminile di m'khasheph che significa:

"colui che pratica la k'shaphin ".

La kshaphin é la 'magia aggressiva', il termine deriva dal babilonese kashshapu che era uno dei termini usati per descrivere i maghi e i sacerdoti di Nergal, uno degli dei della magia.

Veniamo ora alla accezione del termine. Nella mitologia e ritualistica babilonese figurano vari esempi di utilizzo del termine Kashshapu, così come nella mitologia ebraica il termine k'shaphin, quasi sempre legati ad incantesimi ove si cercava di sopraffare qualcuno, per esempio di ucciderlo o di vincerlo in battaglia. Raramente il termine é usato anche in accezione benigna, per esempio in riferimento alla ‘strega di Endor’, alla quale il re Saul si rivolge per comunicare con lo spirito del profeta Samuele. Nella storia in effetti questa strega era una negromante. La pratica della negromanzia era condannata dallo stesso re Saul, come da tutta la tradizione ebraica e successivamente dal cristianesimo, ma per i babilonesi la capacità di portare in vita i morti o di ridestarli anche temporaneamente dal loro sonno era un dono importantissimo che potevano ricevere solo determinati sacerdoti di elevatissimo rango, i sacerdoti di Nergal, di Enki e di Ningishzidda. Lo stesso Enki, che sfido chiunque a descrivere come divinità malvagia, era il ‘negromante per eccellenza’ avendo risvegliato Inanna e Dumuzi. Ningishzidda, in qualità di Thot, aveva risvegliato Horus dalla morte dopo che fu punto da uno scorpione.

Il termine Kashshapu quindi non aveva una ben determinata valenza, descriveva semplicemente un alto livello di pratica magica.

Al sunto della discussione quindi, il versetto dell’ Esodo era effettivamente usato con accezione negativa, un grosso errore da parte dei traduttori e dei ‘dottori della Chiesa’, errore che reputo essere stato fatto in malafede. Ma la wiccan sbaglia nell’ utilizzare, a discolpa delle ‘streghe’, un significato esclusivamente benigno tipico della wicca o delle religioni neopagane.

Se entrambi questi due personaggi avessero studiato meglio la loro e la altrui religione, forse non si sarebbe arrivati a livelli di incomprensione e di odio così assurdi.

 

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